Data: 15 giugno - 10 settembre 2017
Ora: da martedì a domenica 10.00-13.00; 14.30-18.30
Luogo: Museo della Permanente, via Filippo Turati 34, Milano

Personalità forte e intellettualmente libera, Fang Zhaolin è  considerata oggi una delle figure prominenti della pittura cinese del XX secolo, che con la sua pittura ha creato un ponte tra l’arte cinese e l’arte occidentale, perseguendo la ricerca di un linguaggio artistico radicato sì nella tradizione cinese ma, al tempo stesso, capace di guardare oltre.


“Ho viaggiato dall’Oriente all’Occidente, visitando celebri montagne e grandi fiumi in Europa e Asia. Con il pennello mi limito ad esprimere le mie sensazioni verso le cose del mondo” (Fang Zhaolin)

Il Museo della Permanente di Milano, in collaborazione con il Museo Xuyuan di Pechino, ospita dal 15 giugno al 10 settembre 2017 la prima grande retrospettiva italiana dedicata all’artista cinese Fang Zhaolin, nata a Wuxi nella provincia dello Jiangsu nel 1914 e scomparsa a Hong Kong nel 2006 all’età di 93 anni.

La mostra Fang Zhaolin. Signora del Celeste Impero, patrocinata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, curata da Daniel Sluse (direttore della Académie Royale des Beaux Arts di Liegi) con la collaborazione di Jean Toschi Marazzani Visconti, ripercorre attraverso 66 opere – alcune di grandi dimensioni e tutte realizzate su carta di riso con pennello intinto in inchiostro nero o in pigmenti colorati – l’intero percorso pittorico di Fang Zhaolin, erede della tradizione artistica cinese, ma capace di creare uno stile che rispecchia lo spirito moderno del suo tempo.

Figlia dell’industriale Fang Shouyi, assassinato nel 1925 quando lei aveva solo undici anni, sposatasi con Fang Xingao dal quale avrà otto figli, rimasta vedova a soli trentasei anni, Fang Zhaolin riesce ugualmente a studiare e dipingere malgrado debba continuare a gestire la società del marito per poter mantenere i figli e ottemperare ai numerosi e pesanti impegni familiari.

Fang Zhaolin, personalità forte e intellettualmente libera, considerata oggi una delle figure prominenti della pittura cinese del XX secolo, ha creato con la sua pittura un ponte tra l’arte cinese e l’arte occidentale, perseguendo la ricerca di un linguaggio artistico che fosse radicato nella tradizione cinese ma che, al tempo stesso, si spingesse al di là di essa. Fang Zhaolin realizzò una costante trasposizione e fusione degli elementi visivi dell’arte tradizionale cinese e dell’arte modernista occidentale.

Discepola dei maggiori maestri cinesi, Fang Zhaolin ha la possibilità di viaggiare per diversi anni in Asia, Europa e Stati Uniti, e si dimostrerà una “Viaggiatrice instancabile, alla perpetua ricerca delle proprie radici, essa incontrerà l’arte moderna, che la porterà a una maggiore comprensione della propria cultura” come ricorda Daniel Sluse nel suo testo in catalogo.

Fang Zhaolin approfondisce la conoscenza della storia occidentale, del classicismo, del pre e post impressionismo, del fauvismo, del cubismo e dell’espressionismo astratto. Ciononostante, è sulla Cina che verte tutta la sua opera. Una Cina dai paesaggi grandiosi, popolata da una vita intensa che anima la sua memoria e scaturisce dai suoi pennelli.

Ancora Daniel Sluse: “Fang Zhaolin s’inoltrava nel paesaggio, passeggiava fra le montagne che voleva rappresentare, sentiva profondamente i luoghi prima di stenderli sulla carta, ne esplorava i  misteri, che erano una delle sorgenti della sua ispirazione, rafforzando così il suo carattere combattivo e l’impatto della sua esperienza”.

Fang Zhaolin integra nella sua opera elementi visivi e tecniche artistiche del modernismo occidentale (Pollock, Kline, Kandinsky, Cezanne…) alla pittura paesaggistica cinese, introducendo significative novità nell’uso del pennello, della composizione e del colore.

Ma l’innovazione di Fang Zhaolin non é solo nella scelta di colori contrastanti, nelle figure geometriche astratte o nelle superfici piatte, ma anche nella capacità di creare un ritmo musicale attraverso pennellate libere, incisive, poetiche, in costante alternanza fra inchiostri leggeri e spessi: la straordinaria e personalissima capacità di integrare la calligrafia cinese tradizionale nella pittura costituisce l’elemento cruciale della cinesità dei dipinti di Fang Zhaolin.

La calligrafia e la pittura hanno la stessa origine, non solo perché ambedue impiegano gli stessi mezzi di espressione, pennello, inchiostro, carta e pietra d’inchiostro, ma anche per il comune impiego di pennello, inchiostro e linee che costituiscono il nucleo della creazione calligrafica e pittorica.

Uno stile calligrafico unico che, da netto e deciso, si trasforma dal 1960 in una evoluzione ispirata all’asprezza e al primitivismo, caratterizzato da linee imprevedibili, leggere e pesanti, bagnate e asciutte. L’intreccio armonico di calligrafia e pittura è stato per Fang Zhaolin lo strumento  per esplorare l’essenza della tradizione cinese,  mostrare la propria arte, esprimere le proprie emozioni.

Grazie alla collaborazione con ADeMaThè Italia, a chiusura della mostra, giovedì 7 settembre alle 16.30 e alle 17.30 si svolgeranno due “Cerimonie cinesi del tè” con degustazione tenute dal professor Marco Bertona, tea taster professionista diplomato in Cina presso l’Università di Scienze Agrarie di Canton, dove ha ottenuto il diploma statale di “Advanced Tea Taster”. Bertona è presidente dell’Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè (ADeMaThè Italia), membro del Consiglio Direttivo del World Tea Organization di Pechino, Delegato presso il Gruppo Intergovernativo sul Tè della FAO (IGG/Tea).

Comunicato Stampa Fang Zhaolin